28 agosto 2026
A buon rendere Novità

Come funzionano le obbligazioni

Se c'è una cosa che gli italiani amano dopo il buon cibo, il caffè espresso e Jannik Sinner, sono senza dubbio i BTP, cioè i Buoni del Tesoro Poliennali, le obbligazioni emesse dal governo italiano. E non è solo un modo di dire: secondo l'elaborazione della FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) di novembre 2025, su dati della Banca d'Italia, ad agosto 2025, le famiglie e le imprese italiane detenevano circa 442 miliardi di euro di titoli di Stato, pari al 14,4% del debito pubblico. Ma quanti sanno con certezza cosa stanno comprando quando investono in obbligazioni?

In questo articolo scopriremo quindi come funzionano le obbligazioni, dove si comprano e si vendono e quali sono i rischi legati a questo tipo di investimento. Useremo i BTP come esempio, ma tieni presente che le stesse cose valgono anche per altri titoli di Stato o per le obbligazioni emesse da aziende.


Cos’è un'obbligazione?

Un'obbligazione è un prestito: comprarne una significa prestare dei soldi a qualcuno in cambio di una remunerazione. Quel "qualcuno" è definito emittente e può essere lo Stato, che emette i titoli di Stato come i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), ma anche un'azienda (obbligazioni societarie) o perfino una banca (obbligazioni bancarie).

In pratica, tu versi oggi un certo importo all'emittente, che in cambio si impegna a restituirti il capitale prestato - il valore nominale - a una data precisa, la scadenza, che a seconda del titolo può andare da pochi mesi fino a 50 anni. Nel frattempo, in molti casi, l'emittente ti corrisponde periodicamente degli interessi, chiamati cedole, secondo un calendario stabilito (ogni 3, 6 o 12 mesi). Questi interessi sono calcolati applicando al valore nominale il tasso di interesse, detto anche tasso cedolare, che determina l’importo delle cedole. Il rendimento effettivo dell’investimento dipende però anche dal prezzo di acquisto, dal valore di rimborso, dalla durata, dai costi e dalla fiscalità.

Non tutte le obbligazioni, però, funzionano allo stesso modo: alcune hanno cedole fisse, altre variabili o legate all'inflazione.

Facciamo un esempio per rendere il tutto più chiaro: hai comprato un'obbligazione a tasso fisso da 10.000€ (valore nominale), con un tasso del 3% annuo e scadenza a 5 anni. Che cosa vuol dire? Significa che ogni anno l’emittente ti dovrà 300€ di cedole (il 3% di 10.000€): se le cedole sono annuali, quei 300€ arrivano tutti insieme una volta l'anno, se invece sono semestrali, li incassi in due rate da 150€ l'una. Poi, arrivati alla scadenza, ti torna indietro tutto il valore nominale, cioè i 10.000€ che avevi investito all'inizio (fermi i potenziali rischi nel prosieguo specificati). In sostanza, alla fine dei cinque anni ti sei portato a casa 1.500€ di cedole (300€ l'anno per 5 anni) più i 10.000€ che ti vengono restituiti. E la cosa comoda dell'obbligazione è che, in ipotesi assimilabili al caso in esame, puoi stimare tutto questo fin dal primo giorno, perché è scritto nero su bianco nel contratto. Il valore nominale e le cedole, infatti, sono fissi e stabiliti al momento dell'acquisto.


Il mercato secondario delle obbligazioni

Finora abbiamo immaginato di tenere l'obbligazione fino alla scadenza, ma in realtà non sei obbligato a farlo: una volta sottoscritta un’obbligazione, puoi rivenderla a qualcun altro su un mercato apposito - il mercato secondario - una sorta di "mercato dell'usato" dei titoli. È comodo se a un certo punto non puoi (o non vuoi) più aspettare la scadenza, visto che può essere anche parecchio lontana.

Su questo mercato ogni obbligazione ha un prezzo, il quale stabilisce quanto vale oggi sul mercato quel titolo specifico. Il prezzo dipende dalla domanda e dall'offerta, cioè da quanto quel titolo è richiesto in un dato momento, che, a loro volta, sono influenzate soprattutto da due fattori: l'andamento dei tassi di interesse e la solidità di chi ha emesso l'obbligazione.

Prendiamo i tassi di interesse. Questi incidono parecchio sul prezzo, perché le cedole del tuo titolo a tasso fisso sono prestabilite fino alla scadenza, mentre quelle dei titoli nuovi seguono i tassi del momento. Quindi:

  • se i tassi salgono, le obbligazioni appena emesse offrono cedole più generose e la tua, comprata quando i tassi erano più bassi con cedole più magre, diventa meno appetibile, quindi il suo prezzo scende.
  • se i tassi scendono, succede l'opposto: i titoli nuovi pagano cedole più basse e la tua, che invece ne offre di più alte, diventa più appetibile, così il suo prezzo tende a salire.


Ecco perché, aprendo un rendiconto periodico del tuo investimento in obbligazioni, potresti vedere una perdita. Questa perdita significa che, se oggi vendessi le tue obbligazioni sul mercato secondario, non riusciresti a recuperare tutti i soldi che hai investito quando le hai comprate. Ma se quell’obbligazione sei sicuro di tenerla fino alla scadenza, le oscillazioni di prezzo assumono generalmente minore rilevanza.

Questa è una cosa fondamentale da ricordare sui BTP e su tutte le obbligazioni: se la tieni fino alla scadenza, un'obbligazione consente normalmente di conoscere in anticipo i flussi finanziari attesi e il capitale rimborsabile, a patto, però, che l'emittente sia in grado di rispettare i propri impegni, perché il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale dipendono sempre dalla sua solvibilità. Se invece, per qualunque motivo, la vendi prima della scadenza, il rendimento effettivo non è più predeterminabile con esattezza, perché non hai la certezza del prezzo a cui gli altri investitori sul mercato secondario saranno disposti a comprarla.


Le obbligazioni sono un investimento sicuro?

Le obbligazioni sono spesso considerate meno rischiose di altri strumenti finanziari, ma non sono tutte uguali e nessun investimento è completamente privo di rischi.

Tra i principali, in questo articolo ne consideriamo due.

Il primo è il rischio di credito. Come dicevamo all'inizio, comprare un'obbligazione significa prestare dei soldi a qualcuno e quel qualcuno potrebbe trovarsi in difficoltà e non riuscire a restituirti il capitale alla scadenza. Questo rischio, però, dipende molto da chi hai davanti: uno Stato solido, per esempio, offre molte più garanzie di molte aziende. Questo è il motivo per cui, molto spesso, le aziende offrono obbligazioni con tassi di interesse più alti dei titoli di Stato: altrimenti, nessuno sarebbe disposto a comprarle, comprerebbero tutti solo titoli di Stato.

Il secondo rischio è il rischio di tasso: se i tassi salgono, il prezzo dell'obbligazione scende. Come sappiamo, questo diventa un problema concreto solo se decidi di vendere la tua obbligazione sul mercato secondario prima della scadenza, se invece tieni l'obbligazione fino alla fine le variazioni del suo prezzo sul mercato diventano generalmente meno importanti, anche se continua a essere fondamentale la capacità dell'emittente di pagare le cedole e rimborsare il capitale.


Come investire in obbligazioni

Su questo mercato, però, non puoi entrare da solo: ti servono un intermediario che compri e venda i titoli al posto tuo, di solito la tua stessa banca, e un conto titoli (o deposito titoli), cioè una sorta di portafoglio collegato al conto corrente dove vengono conservati i titoli finanziari.

Una volta aperto il conto titoli, puoi inserire gli ordini di acquisto e di vendita al prezzo di mercato dell'obbligazione. E se non vuoi scegliere i singoli titoli uno per uno, puoi anche investire in un fondo obbligazionario, lasciando che sia il fondo a comprare le obbligazioni al posto tuo.

In questo caso, le cose cambiano un po’. Da un lato, siccome il fondo investe i tuoi soldi in tante obbligazioni diverse, se un singolo emittente finisce in difficoltà, l'impatto sul tuo investimento è molto più diluito e il rischio di credito si riduce.

Dall'altro, però, c'è una differenza importante da tenere a mente: un fondo obbligazionario non ha una scadenza. A differenza della singola obbligazione, un normale fondo obbligazionario in genere non prevede una data nella quale venga automaticamente restituito il capitale investito (valore nominale): solo tu puoi decidere quando uscire dall'investimento nel fondo, se tra un anno, tra dieci o tra trenta. Fino a quel momento il fondo usa i tuoi soldi per comprare obbligazioni e man mano che quelle obbligazioni scadono, reinveste i pagamenti che incassa per comprarne altre, e così via, potenzialmente all'infinito.

Questo significa che con un fondo obbligazionario non hai mai un rendimento garantito. In compenso, un fondo obbligazionario offre però altri vantaggi:

  • Diversificazione: con un solo prodotto ti ritrovi in portafoglio tante obbligazioni diverse, così l'eventuale problema di un singolo emittente, cioè il rischio di credito, si riduce.
  • Accessibilità: puoi investire anche piccole somme, un po' per volta, mentre le singole obbligazioni hanno spesso tagli minimi piuttosto alti.
  • Flessibilità: un fondo non ti vincola a un orizzonte temporale fissato da una scadenza, quindi sei libero di entrare e uscire quando preferisci, fermo restando che il valore delle quote al momento dell'uscita può essere superiore, ma anche inferiore, alla somma investita.

Che tu scelga una singola obbligazione o un fondo, ora hai ciò che serve per orientarti: sai come funzionano, come si comprano e si vendono e quali rischi valutare prima di investire.

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