23 aprile 2026
Novità

Parmigiano Reggiano: dalla tradizione all’eccellenza mondiale

COMUNICATO STAMPA

 

Si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro dal titolo “Parmigiano Reggiano: da grande prodotto a marchio iconico mondiale”, organizzato da BCC Felsinea, con la partecipazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano. L’evento ha messo a fuoco le sfide economiche e produttive del celebre formaggio, tra mercati interni sotto pressione e opportunità globali.

 

La sfida del mercato interno

Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio, ha sottolineato l’emergere di un “terzo player” nel mercato dei formaggi duri a pasta bianca: prodotti italiani da latte italiano, senza additivi e conservanti, ma non DOP, venduti a prezzi estremamente competitivi. “In Italia il 65% delle famiglie deve fare i conti per arrivare a fine mese, e orienta le proprie scelte d’acquisto dove trova maggiore convenienza. In questo scenario, il mercato dei formaggi duri diventerà basato sul prezzo, come qualsiasi altro prodotto, ma il Parmigiano Reggiano non può competere su questa logica”, ha spiegato Bertinelli.

 

Strategia globale e posizionamento di valore

Nel 2025, il 50,5% del Parmigiano Reggiano è stato venduto all’estero, segnando per la prima volta il sorpasso del mercato internazionale su quello interno. “Il Consorzio deve guardare sempre di più al mondo, rafforzando la percezione del Parmigiano Reggiano come marchio iconico mondiale”, ha aggiunto Bertinelli. “Dobbiamo essere molto di più di un semplice formaggio da grattugiare: il Parmigiano Reggiano può competere valorizzando storia, tradizione, territorialità e qualità eccellente”, ha continuato. Qualità che per Bertinelli è anche rispetto delle regole: “Stiamo valutando di adeguare il disciplinare di produzione per rispondere alle nuove esigenze senza però compromettere la qualità e i valori storici che contraddistinguono il Parmigiano Reggiano”.

 

Produzione e crescita pianificata

La crescita è fondamentale, ma deve essere pianificata per restare sostenibile: il Consorzio punta ad un aumento massimo del 2% all’anno per mantenere equilibrio e qualità. Nei primi mesi del 2026 la produzione è salita oltre il 5% rispetto al 2025, per questo il Consorzio ha previsto incentivi per incoraggiare i produttori a contenere i volumi, mantenendo la produzione entro i limiti previsti”, ha concluso Bertinelli.

 

Alleanza con il territorio e supporto finanziario

Andrea Alpi, Direttore Generale di BCC Felsinea, ha evidenziato: “La nostra banca condivide con la filiera del Parmigiano Reggiano la stessa radice: un radicamento geografico non delocalizzabile e una logica cooperativa che mette la comunità al centro. Il valore del prodotto resta qui, dove nasce, e il nostro ruolo è accompagnare le imprese a crescere senza perdere queste radici”. Alpi ha aggiunto: “Conosciamo le aziende, le famiglie, i cicli produttivi. Sappiamo che una forma stagionata 36 mesi richiede una banca capace di ragionare con la stessa pazienza. Oggi la filiera è chiamata ad affrontare sfide nuove: la transizione energetica, i mercati internazionali, la pressione dei sistemi di rating ESG che ancora faticano a riconoscere il valore di un'agricoltura di qualità e di prossimità. Su tutti questi fronti, BCC Felsinea intende essere presente con strumenti finanziari adeguati, con l'accesso ai fondi pubblici, con la capacità di costruire soluzioni su misura”.

Andrea Rizzoli, Presidente di BCC Felsinea, ha commentato: “Il credito cooperativo nasce dalle casse rurali e dalla storica collaborazione tra persone e territori. La nostra forza è portare risorse finanziarie e sostegno concreto alle comunità, valorizzando il lavoro e le tradizioni locali. Essere al fianco di filiere come quella del Parmigiano Reggiano significa far crescere l’economia reale, preservando identità e qualità”.

Documenti scaricabili

Ti potrebbe interessare anche:

/news/gruppo-cassa-centrale-risultati-al-30-giugno-2026/

Gruppo Cassa Centrale: risultati al 30 giugno 2026

▪ Finanziamenti netti alla clientela pari a € 52,3 miliardi (+2,7% rispetto a fine 2025), con
  nuove erogazioni di credito¹ per € 5,5 miliardi: +8,2% A/A 
▪ Raccolta complessiva da clientela € 135,3 miliardi: +4,3% rispetto a fine 2025
▪ Gruppo Bancario “NPL Neutral”: costo del rischio nullo in continuità con gli ultimi due
  esercizi, NPL ratio lordo² al 2,8% e NPL ratio netto³ a 0,6%, invariati rispetto a fine 2025
▪ Utile netto di periodo € 614 milioni (€ 590 milioni nel primo semestre 2025)
▪ Margine d’intermediazione € 1.705 milioni (+7,8% A/A)
▪ Spese per il personale € 602 milioni (+5,1% A/A), funzionali alla crescita della presenza
  fisica sul territorio e a supporto delle competenze in ambito ICT e digitale
Common Equity Tier 1 ratio (CET1) Fully Phased: 27,9%

/news/come-funzionano-le-obbligazioni/

Come funzionano le obbligazioni

/news/come-funzionano-le-obbligazioni-1/

Come funzionano le obbligazioni